CITTA’ DI RANDAGI

È una città di randagi
la mia,
spiriti raminghi
dimenticati
errano
ondeggiano
come abeti deboli,
con le radici
troppo superficiali
come le robinie.

Pensieri bucati
maledicono
la triste realtà
del cielo plumbeo.

Io sono qui.
Teatro della vita
Nessuno ride
Nessuno ricorda.

Non hai visto
nulla,
perché eri
via
altrove.
Forse sei tornata
appena un attimo
trasportata da un ricordo
penoso,
ma solo
una città di randagi
hai trovato.
Persino i busti
degli antichi
divelti
dal viale
su per quel colle.
Niente più
sguardi dei saggi
ad accigliare
su questa meschinità.
Via anche
i nomadi dell’anima.

Troppo tardi
nessuno mette
più le radici
nella città
dei randagi.

Andrea Mucciolo


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