Come scrivere libri per bambini
Di Andrea Mucciolo, tratto da "Come diventare scrittori oggi" (Eremon Edizioni, 2009)
Forse alcuni di voi, aspiranti scrittori, avranno in testa una mezza specie di luogo comune, ossia che scrivere libri per bambini sia molto più semplice rispetto a quelli per adulti, poiché:
1) i bambini non prestano attenzione ai dettagli tecnici;
2) per i lettori più piccoli, non è necessaria una continua ricerca di parole, sinonimi e sfumature di linguaggio (tanto i bambini hanno un vocabolario limitato);
3) le storie possono essere molto brevi;
4) non c’è da lavorare molto sul finale, i bambini si possono stupire e attirare facilmente anche con stupidaggini, che verrebbero invece ritenute banali dagli adulti;
Ora, a parte il fatto che per libri destinati a bambini sotto i dieci anni è indispensabile che il libro sia illustrato, in tutto o in parte (quindi, chi curerà le illustrazioni, sempre voi?) ma di tutto quello che è elencato sopra, è vero l’esatto contrario, e forse scrivere per i bambini è più difficile che scrivere racconti per gli adulti.
Rivediamo i punti:
I bambini non prestano attenzione ai dettagli tecnici
Forse i più piccoli non sapranno della scienza, della tecnologia o il funzionamento di tante apparecchiature, ma non dimenticate che i bambini sono molto curiosi, e se qualcosa non la capiscono, bombarderanno i loro genitori i quali, una volta viste le corbellerie che avete avuto il coraggio di sputare su carta, come minimo vi manderanno una lettera minatoria.
Per i lettori più piccoli, non è necessaria una continua ricerca di parole, sinonimi e sfumature di linguaggio (tanto i bambini hanno un vocabolario limitato)
E appunto per questo, che i bambini hanno un vocabolario limitato, i genitori li fanno leggere per far loro imparare meglio la lingua italiana. Un piccolo errore di grammatica in un romanzo per adulti ci può al limite (ho detto “al limite”) anche stare, ma fatelo in un libro per bambini, e vi ritroverete con una bella denuncia (compreso il vostro editore).
I bambini non sono un secchio della spazzatura dove buttarci ogni cosa.
Le storie possono essere molto brevi
Questo, come detto più volte in questo libro, è possibile anche nella letteratura per adulti.
Non c’è da lavorare molto sul finale, i bambini si possono stupire e attirare facilmente anche con stupidaggini, che verrebbero invece ritenute banali dagli adulti
Dite? I bambini di oggi giocano al pc, sono invasi dalla tecnologia, a scuola sentono e imparano parolacce di ogni genere, la tv è pervasa dalla pornografia e voi credete sul serio di stupirli con delle sciocchezze?
Allora, il discorso è: se fate un libro per bambini molto piccoli, tipo da 3 a 6 anni, il libro sarà illustrato, non scritto, con giusto qualche parola qua e là, quindi qui non si tratta di scrivere, ma di disegnare. Per scrivere libri per bambini (non ragazzi, ma bambini, perciò dai 6 ai 10/12 anni) ci vuole una certa competenza pedagogica, qui non si può proprio improvvisare, i libri per i più piccoli sono libri che devono far crescere, maturare e far imparare cose nuove ai piccoli lettori, non sono storielle buttate lì per divertimento, come nel caso dei racconti e romanzi per gli adulti. Pertanto non improvvisate, la maggior parte delle cose dette in questo libro, mal si applica quando si tratta di narrare per i piccoli lettori, o non si applica affatto. Un maestro delle elementari, un pediatra con la passione per la letteratura, una maestra d’asilo, una mamma che ha cresciuto diversi figli e che ha magari anche lavorato assieme ai bambini, in diversi ambiti del sociale o del medico, ecco, loro potrebbero ad esempio scrivere un libro per bambini, non una persona qualunque. Io, ad esempio, non potrei mai scrivere un libro per bambini, per ragazzi sì, ma non per i piccoli lettori. A tutto questo, va aggiunto il fattore morale: “gabbare leggermente” gli adulti enfatizzando alcuni particolari per far presa su di loro facendogli credere che stiano comprando un libro eccezionale che cambierà la loro vita per sempre, è un peccatuccio lieve, un reato da “indultino”, ma farlo con i più piccoli, non è tollerabile, in nessun caso. Quindi portate rispetto per chi ancora non ha una mente e delle idee ben formate, e non approfittatevi di chi è ancora un bambino innocente.
Altri consigli e spunti utili di riflessione, potrete trovarli sul manuale pratico per aspiranti scrittori "Come diventare scrittori oggi"