CONFETTURA D’ABETE

18 gennaio

Uno scoppio, una deflagrazione, un frastuono raccapricciante. È scoppiata un’ala della centrale nucleare di Ponte Galeria. Il tremendo boato s’è udito in ogni zona della Capitale. Le autorità, il sindaco in particolare, hanno rivolto un invito alla calma a tutti i cittadini, asserendo che non c’è motivo alcuno per essere allarmati, che la falla verificatasi è stata prontamente richiusa e che, in ogni caso, faceva parte di un reparto definito “a basso rischio”.

Per alcuni giorni a seguire ho pisciato verde.

22 febbraio

Oggi ho mangiato le albicocche del mio albero. Una bomba dolce e zuccherina che m’è esplosa nella bocca. Certo, quest’anno sono maturate un po’ in anticipo… Strano, Roma sarà pure la città del sole, ma non è certo l’Africa!
Che c’entri qualcosa con quello che si è verificato un mese fa alla centrale? Non voglio nemmeno pensarlo… Se così fosse, la mia salute sarebbe in grave pericolo…

25 marzo

È più di una settimana che piove ininterrottamente, notte e giorno, se guardo il mio giardino mi pare d’essere a Venezia. Ma le autorità, che diavolo stanno facendo? Piove, solo questo, il pianeta sta andando in frantumi, ecco che succede, e solo nostra è la colpa, abbiamo offeso la terra ed ella s’è ribellata. Ma quando smetterà di piovere? Smetterà, vero? Dovrà pur smettere di piovere!
E piove.
Basta!

2 maggio

Questo clima è proprio pazzo: nei tre giorni appena trascorsi il sole non è mai tramontato. È una cosa brutta, abbiamo bisogno della notte. Spero questi benedetti scienziati si decidano a fare qualcosa per il nostro martoriato e sfigato pianeta.
Altro che effetto serra, magari fosse solo quello, qui si peggiora di giorno in giorno.
E non mi vengano a dire che non c’è collegamento tra questi fenomeni e lo scoppio alla centrale.

14 luglio

Oggi ha grandinato, già, ma non erano “chicchi” di grandine, ma piuttosto “palloni”, visto che erano grossi come meloni. Ero in giardino quando ha avuto inizio questo diluvio infernale e, se non mi fossi affrettato a rientrare, uno dei chicchi, pardon “palloni” mi avrebbe certamente colpito.

23 luglio

Oggi nel mio giardino sono sbocciate le rose: è inutile, più le tagli e più rispuntano fuori. Così, mi sono armato di santa pazienza e mi sono messo a recidere tutti i fiori: è stato un lavoraccio, ma il loro puzzo era talmente nauseabondo che non ho avuto alternative.
Per pranzo mi sono preparato pasta e spinaci, il tutto saltato in padella, ma non lo farò mai più: ci ho messo una vita per aprire ogni singolo baccello e tirare fuori il chicco dello spinacio, è un’attività snervante, e non fa per me.

31 luglio

Ho deciso: scriverò una lettera al direttore de “Il messaggero”, una lettera di protesta e di denuncia, così che tutti si possano rendere conto di quello che le grandi multinazionali ci stanno facendo. Questa mattina, nel solito supermercato sotto casa, ho comprato un chilo di zucchero, poiché l’avevo terminato. Rientrato a casa, mi sono preparato un caffè, utilizzando per l’appunto quel sacchetto di zucchero da me acquistato e… Non ci crederete, il caffè era salato! Sì, salato come un Ritz, salato come l’acqua del mare che ci entra in bocca; salato come il conto di un dentista. Ho riportato la confezione indietro al supermercato certo, ma loro… Mi hanno dato del matto, quei cafoni mezzi analfabeti, hanno sostenuto che io mi ero sbagliato, che avevo comprato il sale al posto dello zucchero…! Dico, se proprio dovete inventarvi delle scuse, almeno fatele più credibili. Ce l’ho qui davanti a me la confezione, e c’è scritto tanto chiaramente a caratteri cubitali: ZUCCHERO MARINO.
Idioti, imparate a leggere!
Ah, ma ora mi sentiranno, vedranno di cosa sono capace non appena avrò scritto al direttore de “Il messaggero”.
Mi sorge però un dubbio: dove potrei trovare il recapito postale di quel giornale?


2 agosto

Mamma mia, ma dove ho la testa! Non riuscivo a trovare la panna (volevo mangiarla con le fragole) l’ho cercata per tutta casa e… No, mi viene troppo da ridere… Alla fine l’ho trovata… In bagno… Sì, nel mobiletto dello specchio. Dico, ma come c’è finita lì?

2 settembre

Monica mi ha fatto proprio un brutto scherzo oggi, se di scherzo si può parlare. Mentre tentavo di baciarla, come di consueto, ossia come è perfettamente normale per due persone che stanno insieme, lei si è allontanata di scatto, mi ha urlato di starmene calmo, dicendomi che lei non era Monica, e poi è uscita di casa. Mah, ditemi voi se questi sono scherzi da fare.

12 settembre

Monica è tornata, ma si comporta in un modo che non capisco. Mi è venuta vicino e mi ha detto che anche per lei è stato un duro colpo la morte della sorella, ma che devo farmi forza, perché lei è molto preoccupata per me. Proprio non la capisco, che c’entra la sorella? Io neanche la conosco la sorella… E perché non vuole che la chiami Monica? Ho paura, mi preoccupa quella ragazza, non vorrei che avesse una di quelle brutte malattie mentali di cui si sente parlare oggigiorno.

21 ottobre

Ah, finalmente! Alla fine dopo tanto tempo Monica ed io siamo partiti per una vacanza, sono rimasto molto contento. Il viaggio non è durato molto, quindi in breve siamo giunti all’albergo, il quale, debbo confessarlo, non mi piacque un granché. Non assomigliava affatto agli alberghi che eravamo soliti frequentare. Troppo sobrio, essenziale, e la ragazza alla reception non era come tutte le altre, ossia carina e sorridente, ma brutta e antipatica. Però, almeno l’albergo aveva il pregio di avere un gran bel giardino, questo sì.

28 ottobre

Ma dove è finita Monica, eh? Mi ha detto che scendeva un attimo per fissare un appuntamento con il parrucchiere dell’albergo e invece è una settimana che non la vedo. Nessuno sa niente e non mi permetteranno di andarmene finché non salderò il conto, ma io non ho denaro con me. Avevo il portafoglio, ne sono sicuro, ma adesso non so che fine abbia fatto.

3 novembre

Qui è tutto strano. Mai visto un albergo simile, persino alla pensione della “sora Stefania” erano più gentili. Nessuno che ti dia retta, non si possono fare domande, niente. C’è solo il servizio in camera a ricordare che siamo in un albergo, solo quello. Il posto è di una sciatteria mastodontica, si vede che hanno fatto i lavori in economia, addirittura le pareti delle stanze non sono in muratura, ma fatte con qualche specie di imbottitura che non ho idea che materiale sia.
Ho deciso: scriverò una bella lettera di denuncia al direttore de “Il messaggero”.
Però, devo prima risolvere una questione: come posso sapere il suo nome?

29 novembre

In nome del cielo, qualcuno mi dice cosa cazzo sta succedendo? Monica è sparita, io sto bloccato in questa specie d’albergo che è una vera porcheria e, come se questo non fosse già abbastanza grave, il mondo peggiora di giorno in giorno. Ma porca miseria, dove sono il WWF, Gli Amici Della terra, Greenpeace…?

11 dicembre

L’estate sta finendo, ma io non sto diventando grande, sono semplicemente più solo. Oramai è evidente che Monica mi ha abbandonato, ma quello che proprio non capisco è come mai la direzione dell’albergo non mi denuncia alla polizia, dato che è più di un mese che non pago… E poi che se ne fanno di me, che inoltre occupo loro una stanza, neanche mi fanno lavorare. Però mi danno da mangiare tutti i giorni e anche le medicine non mancano, e tutto questo senza versare un centesimo… Mah, che razza di manicomio è il mondo!

25 dicembre

Oggi è Pasqua, ma non ho ricevuto nessun uovo con dentro la sorpresa. Però mi hanno dato una fetta di panettone… E certo, avanzato dall’anno scorso, disgraziati! Mi sento tanto solo e fa un caldo infernale… Fermate l’effetto serra… Ma-le-det-ti!

15 gennaio

Non c’è mai nessuno con cui io possa parlare, ci sono sì delle persone, ma sono di un timido… Vanno sempre in giro per l’albergo con le braccia conserte, a testa bassa, e neanche se le saluto mi rispondono.

22 febbraio

Basta, non ce la faccio. Sono troppo triste. Ogni giorno mi vengono a trovare delle persone nuove, ma non sono di gran compagnia. Mi guardano un po’, scuotono la testa e se ne vanno. Che maleducazione, ma chi dà loro il diritto d’entrare in camera mia?
Ho deciso: scriverò una lettera di accusa al direttore de: “Il messaggero”; ho tuttavia un’incertezza: avrei dovuto spedire direttamente la bella copia, oppure allegare anche la brutta?

14 marzo

Vorrei tanto morire. Vorrei tanto farmi cullare da quel pover’uomo che sta appeso al muro della mia stanza con le mani e i piedi trafitti da chiodi… Lui che deve aver sofferto così tanto… Sento che Lui potrebbe darmi conforto…

Ah… Come vorrei tornare a quando avevo otto anni, a quando correvo e giocavo negli assolati pomeriggi estivi. Il sole mi accarezzava amorevolmente e ogni cosa era bella… E che delizia quando, dopo un’ora buona che giocavo senza sosta, udivo la voce di mia madre che gridava “merenda!”, ed io, tutto contento, correvo in casa, pronto a consumare il mio spuntino preferito, e trovavo mia madre in cucina, intenta a spalmare su delle fette biscottate la confettura d’abete…

Andrea Mucciolo

(Questo racconto è stato pubblicato in versione originale sul numero 56/2007 di Inchiostro, rivista di storie e racconti da leggere e da scrivere - www.rivistainchiostro.it Andrea Mucciolo ringrazia la rivista Inchiostro e la casa editrice Il Riccio Editore per la disponibilità dimostrata)

 

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