Editing sul libro di Alessandro Piperno, "Con le peggiori intenzioni", Mondadori.

Quante volte a molti di voi sarà stato detto: "Scrivi male, commetti troppi errori, non potrai mai pubblicare un libro."

Oppure qualcuno che vi ha fatto sentire inferiori di fronte a grandi scrittori, dicendovi: “Questo sì che è uno scrittore, guarda come scrive bene, invece tu non conosci la grammatica italiana.”

Ora, come più volte affermato nel mio manuale, ai fini di aumentare le chances di pubblicare un vostro libro, è importante consegnare un testo il più possibile privo di errori, per tante ragioni. Ma il punto non è questo: con questo articolo, vorrei sfatare il mito, anzi, i VOSTRI miti, o quelli di molti dei vostri amici, i quali, quando leggono un libro di un autore famoso, sono soliti dichiarare: “Questo scrittore scrive davvero bene e possiede una grande padronanza della lingua italiana.”

Certo, se fosse lui a scrivere poiché, andando subito al punto, quello su cui tutti tralasciano di riflettere, sono due semplici parole: editing e ghost-writing.
Non starò qui a disquisire sulle accuse rivolte a Faletti o altri tormentoni a voi tutti già noti, ma vi porto delle PROVE:

Alessandro Piperno, autore di “Con le peggiori intenzioni” (romanzo di grande successo edito da Mondadori) rilascia, sul numero 53 della rivista letteraria Inchiostro, nel gennaio – marzo 2006, (rivista diretta da Giampiero Dalle Molle e diffusa in tutte le librerie Feltrinelli)

un’intervista, nella quale, tra le altre cose, risponde così ad una domanda:

(ve la riporto virgola per virgola)

D - Il manoscritto che lei ha consegnato alla Mondadori è uguale al libro che si trova in libreria?

R- Assolutamente no. Il testo ha subito un editing consistente, e non solo per quanto riguarda gli aspetti formali. Quando mi hanno restituito le bozze, dopo la prima revisione da parte della loro editor – una ragazza di venticinque anni di una competenza e bravura straordinarie – il mio manoscritto era un cimitero, un campo di battaglia: pieno zeppo di correzioni, modifiche, aggiustamenti.

Ad una successiva domanda, Piperno aggiunge anche:

"Non mi vergogno a dire che, nella prima versione del manoscritto che ho presentato alla Mondadori, c’erano errori di sintassi e di grammatica e delle improprietà terminologiche."
……………………………

Piperno è laureato in letteratura francese presso l'Università degli studi di Roma Tor Vergata, dove ha insegnato a contratto la medesima materia ed è divenuto ricercatore dal 1° ottobre 2008.

Devo aggiungere altro? Tranne che… Tutto questo è normale? Sì, anche la persona più colta e istruita, non sarà mai un bravo correttore di bozze o editor del suo testo. Si è troppo coinvolti a livello emotivo e non è possibile accorgersi di tante cose.

Dobbiamo ringraziare Piperno per la sua grande sincerità e se vogliamo anche umiltà. Questi sono discorsi scomodi dai quali quasi tutti gli autori fuggono.

Quindi, prima di fare un paragone tra la scrittura di un autore esordiente e quella di un grande scrittore, bisognerebbe chiedersi se stiamo facendo realmente i complimenti a quest’ultimo oppure al suo editor o, addirittura, al suo ghost-writer.

Tutti i più grandi scrittori usufruiscono degli editor e qualcuno anche del ghost-writer, perché per gli editori che li pubblicano sono macchine sforna-soldi, non scrittori. Portatelo a mente quando leggerete il prossimo libro super recensito e osannato dai Media, e quando vedrete l’immagine sorridente dello scrittore in quarta di copertina, sappiate che di suo nel libro ci potrebbe essere appena un 20%.

Non pensate neanche lontanamente, ad ogni modo, che questo discorso si possa applicare agli autori sconosciuti: prima di mandare un manoscritto, fatevi aiutare da qualche amico laureato in lettere o con una buona conoscenza delle lingua italiana. Anche se voi stessi siete laureati in lettere, non potrete mai farcela.

Fondamentalmente, lo scrittore è chi inventa storie oppure riporta fatti o esperienze personali, o ancora mette a disposizione le sue conoscenze tecniche. Per sistemare le sue (eventuali) lacune grammaticali, ci sono tanti addetti ai lavori, entro un certo limite, ovviamente, non sto affermando che uno scrittore non debba conoscere la lingua italiana, al contrario, solo che questa, come abbiamo visto, non è la sua missione, altrimenti i correttori di bozze, editor e quant’altro cosa ci starebbero a fare?

Non lo dico io.
Piperno Docet.