Recensioni a pagamento sui grandi quotidiani
Vi pongo questa breve domanda, la quale più che una vera domanda costituisce una situazione sulla quale vi invito a riflettere: si parla tanto (male) di editoria a pagamento e nel 90% dei casi in maniera più che giustificata, ma allora mi domando: è più disdicevole e "immorale" il fatto che molti editori pubblichino di tutto, oppure la circostanza nella quale tanti giornalisti recensiscano solo i libri di chi fa il loro interesse, oppure dei loro colleghi o amici di amici, oppure ancora dietro pagamento di denaro? mi pare ovvio che, considerando tutto ciò che abbiamo visto accadere nel nostro paese, di certo sia più che ragionevole pensare che tante recensioni siano ottenute dietro compenso. Magari mettiamo sulla forca chi pubblica a pagamento mentre osanniamo un autore che vediamo recensito da un grande quotidiano, quando appunto questa recensione è stata ottenuta elargendo dei soldi oppure semplicemente grazie all'amico dell'amico che conosceva il giornalista.
Mi sembra ci sia molta incoerenza in tanti discorsi morali contro l'editoria a pagamento e anche tanta contraddittorietà. Non tutti i giornalisti lavorano a questa maniera, è ovvio, e spesso sono imposizioni che vengono “dall’alto”, ma queste certezze non le avremo mai, invece di dubbi ne abbiamo molti.
Non considero affatto immorale che un giornalista, per fare un favore a un amico, gli recensisca il libro. Quello che non mi piace, però, è sentire certi discorsi di chi attribuisce un determinato valore ad un autore solo per averlo visto sui grandi giornali.
Chi è contro l’editoria a pagamento sostiene: “Che valore ha pubblicare un libro quando quest’ultimo non viene scelto per il suo valore ma soltanto perché è l’autore a pagarselo?” più che giusto, ma allora tutto ciò va riproposto anche in materia di recensioni:
“Che valore ha una recensione, quando è stata ottenuta dietro pagamento e non in base alla qualità del libro?”
Quindi, io pubblico un libro senza pagare, ma grazie alle mie conoscenze oppure pagando ottengo di essere recensito da alcuni quotidiani, senza che il giornalista abbia letto il mio libro (magari la scrivo io per lui la recensione).
Sarei superiore a livello morale e culturale rispetto a un autore che ha pubblicato a pagamento?
No, sarei superiore solo a livello di marketing e potere mediatico, che è ben altra cosa.
Molti di coloro i quali leggeranno questo messaggio mi daranno ragione. Eppure, la maggior parte di loro correrà in libreria sono quando vedrà un grande quotidiano tessere le lodi di un libro. Non riflettendo, che il motivo di tale recensione, potrebbe essere tutt’altro che quello dettato dal valore del libro.
Meditate, non sopporto l'ipocrisia di molte persone. E' necessario andare a fondo nei fatti, non passarci solo in superficie.
Andrea Mucciolo