MINI RACCONTI

IL LAVORATORE


Ah, si ricomincia, che stress. Fa male starsene troppo tempo in ferie, rende solo più pesante tornare al lavoro. E il mio è un lavoro stancante, sia mentalmente che fisicamente. Troppe cose a cui pensare, troppe. E poi devo stare attento a non dimenticarmi di nessuno dei miei clienti. Uno solo, ne basterebbe uno soltanto, e la mia reputazione sarebbe compromessa per sempre. Il colmo, poi, è che nemmeno potrei dire che sia giunta l’ora di andare in pensione per raggiunti limiti di età. Al contrario, la mia è proprio un’età perfetta, ed è questo che mi ha sempre inguaiato. Ah, guarda che tempo, e senti che freddo. Come vorrei starmene qui al calduccio, invece di incasinarmi dietro persone che neanche conosco. Vabbé, è meglio che inizi a prepararmi: l’aspetto è importante nel mio mestiere.
Mi guardo nello specchio: bisogna ammetterlo, sono proprio un figurino.
Ah… Che stanchezza, guarda che mi tocca fare. È ora di andare, e andiamo.

«Ragazzi io vado, eh, va bene?». Nessuno risponde. Che insolenti, sono già a letto. Neanche sono rimasti per salutarmi. Ma forse è giusto così: loro hanno sgobbato finora, e adesso tocca a me.
Mi metto il cappello e esco.
Una frustata d’aria gelida mi percuote il viso. Mi avvio a passo veloce mentre la neve scricchiola sotto i miei stivali.
Monto in slitta e inizio il mio viaggio nella notte stellata.

Andrea Mucciolo

Pubblicato sulla rivista "Inchiostro".

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