IL TUO GIARDINO

Mi ubriacavo della soave essenza
delle rose del tuo giardino,
e cullavo verso un sonno chimerico
i miei pensieri.
Ti ricordi come
riposavo il mio animo
nel tuo giardino,
col vento gentile
che mi solleticava in viso,
tra rose fragranti d’amore,
tre l’olezzo dei gerani moribondi,
tra ortensie multicolori,
tra i fiori dei peschi frettolosi
d'esser baciati dal sole,
come io ero bramoso
della tua pèsca.
Come una lucertola
mi crogiolavo pigro al sole,
tra un canto di cicale sudate
nel tuo giardino.
Ora i petali di rosa
riposano spampanati
agonizzanti
come un tappeto di sangue.
L’olezzo di morte dei gerani
incombe sul tuo giardino.
Le grandi capocce delle ortensie
non sono altro
che miseri coriandoli
sparsi sulla terra arida
del tuo giardino.
La lucertola che si arrostiva al sole
nel tuo giardino
non c’è più,
le hanno troncato
una parte del cuore,
che non più ricrescerà.
Non si biforcherà.

Andrea Mucciolo

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