"Per scrivere bisogna sporcarsi le mani", Grazia Gironella, Eremon Edizioni

Prefazione di Andrea Mucciolo

Manuali di scrittura creativa: le ragioni d’esistere

I manuali di scrittura creativa non hanno vita facile. Tra tutti i libri pubblicati,  questi spiccano in maniera peculiare, spesso con connotazioni negative. La ragione di questo è presto spiegata: sono gli unici libri destinati agli stessi scrittori e non ai lettori. È un fatto inopinabile, ma spesso sottovalutato.

Un libro di cucina insegna a cucinare; un manuale di giardinaggio a prenderci cura delle nostre per scrivere bisogna sporcarsi le mani, grazia gironella, eremon edizionipiante e, fin qui, nessuno può avere nulla da obiettare. Invece, un libro che “insegni a diventare scrittori” sembra essere circondato da un alone di sospetto. “Scrittori si nasce, non si diventa”, recita la classica frase fatta, retorica e forse anche ipocrita. È chiaro che diventare scrittori non è come prendere la patente o imparare a usare il computer, non ci sarebbe atteggiamento più sbagliato di questo, ossia considerare la scrittura un qualcosa di meramente tecnico.  Soltanto una persona sciocca potrebbe vedere un manuale di scrittura come una sorta di libretto delle istruzioni. Chi pensa questo non sarà mai uno scrittore, né bravo né pessimo, semplicemente non lo sarà mai.

“Ma allora, se a scrivere e raccontare si insegna, dove sta di casa il talento? Faccio un esempio. La cortesia (cioè il comportamento formalmente ineccepibile) può essere insegnata: è una tecnica. La gentilezza d’animo non può essere insegnata: non è una tecnica”. (Giulio Mozzi “(non) Un corso di scrittura e narrazione” – Terre di Mezzo Editore – 2009).

Ho citato questa frase di Giulio Mozzi, scrittore, consulente editoriale, editor e insegnante nei corsi di scrittura creativa. Penso che queste poche righe abbiano già spiegato molto, ovvero, dovrebbero aver fatto comprendere l’utilità di un manuale di scrittura, la sua ragione d’esistere e soprattutto in quale ottica collocarlo.

Vediamo invece cosa ci dice un altro “mostro sacro” della scrittura creativa, Vincenzo Cerami:

“Mai svelerei la mia speranza più segreta: che un giovane, una volta letto il libro e imparato forse una serie di cose, dimentichi tutto e cominci a scrivere andandosene con disinvoltura per la tangente. Le regole, in arte, vengono in un secondo momento, si scoprono dopo averle applicate.” (Da "Consigli a un giovane scrittore" di Vincenzo Cerami,  Garzanti, 2002)

Posso aggiungere qualcosa? Credo di sì: un intero libro, di cento, duecento o trecento pagine, potrebbe mettere nelle nostre mani un unico strumento capace di farci andare avanti, quell’unica informazione che stavamo cercando e che, una volta ottenuta, ci aprirà la strada verso i nostri sogni. Appurato questo, un manuale di scrittura ha ragione d’esistere e di essere letto con attenzione.

Chi scrive e pubblica senza problemi, magari anche con successo, senza aver mai letto un manuale di scrittura, può andare avanti comunque, non v’è dubbio. Se, invece, una persona avverte la necessità di un faro nella notte, di una mano che lo aiuti a rialzarsi o che, bonariamente, gli dia una pacca sulla spalla nei momenti di sconforto, allora un manuale di scrittura può avere un senso, se non altro perché si leggeranno cose scritte da un collega corso in aiuto di un altro collega.

Chi dice che per diventare scrittori basta leggere molto, fa retorica pura, o meglio, propaganda personale, misero populismo. Una cosa non esclude l’altra. Limitarsi mentalmente è sempre sbagliato.

Al pittore non basta la fantasia, ha necessità della tecnica per trasmettere e condividere su tela ciò che tiene all’interno del cuore. Allo stesso modo, allo scrittore non possono bastare le parole che ha nella mente, poiché dovrà saperle miscelare con cognizione di causa, riconoscere quelle da escludere e quelle invece da esplorare maggiormente, dar loro un forte spessore letterario, inserirle all’interno di una trama robusta e caratterizzata da eventi avvincenti e ben dispiegati.

Se per scrivere bastasse la fantasia, saremmo tutti scrittori. Oggi c’è improvvisazione su tutto. La causa di questo è da ricercare anche nel fattore puramente economico: fino a qualche decennio fa per scrivere un libro bisognava possedere una macchina per scrivere, che poteva essere usata solo a tale scopo. Oggi chi di noi non ha un pc? Senza contare l’azzeramento dei costi: niente inchiostro, niente fogli sprecati e, soprattutto, nessuna paziente e pedante successiva battitura a macchina della versione corretta della nostra opera. Word ci permette non di cancellare una frase, ma di far sì che questa non sia mai esistita. Non vi rimane traccia. Tutto è diventato tremendamente semplice: ti siedi al pc e, tra una chattata su Facebook e un controllo alle mail abbozzi un racconto. Niente sottolineature, niente penna rossa, niente materie prime per la scrittura che finiscono e che inducono a spendere altro denaro.

Tutti scrivono, pochi leggono, quasi nessuno pensa che forse bisogna anche imparare a scrivere, a ordinare le idee, a dar loro una giusta e precisa forma narrativa, affinché il risultato finale sia un romanzo ben strutturato, scorrevole, privo di punti contradditori e soprattutto in grado di entusiasmare il lettore, sì, proprio lui, il signore segreto di ogni autore, capace di decretarne lunga vita, morte prematura o addirittura un aborto.

Leggere un manuale ci dà un aiuto per arrivare a comprendere alcuni meccanismi più o meno complessi della narrazione. La scrittura è arte e, come ogni forma d’arte, vi sono al suo interno dei segreti, dei trucchi da utilizzare che non tutti conoscono. Come in ogni settore, l’umiltà ci permette di imparare sempre nuove nozioni e migliorare noi stessi. Scrittori si nasce, poi bisogna imparare a scrivere, come si nasce esseri umani e successivamente l’educazione ci insegna a vivere come tali.

Tuffatevi nella lettura di questo manuale. Anche se non doveste diventare scrittori di successo, perlomeno ne uscirete migliori e maggiormente consapevoli dei vostri obiettivi. Di ciò che siete, o che sarete.

Sfogliando le pagine di questo libro e riflettendo su ciò che troverete scritto aprirete le vostre menti. E, questa, costituisce una vera garanzia che sento di potervi offrire.

Andrea Mucciolo


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