Recensione a "Come diventare scrittori oggi" di Andrea Mucciolo, di Enrico Santus, direttore della rivista letteraria "Aeolo"
È un dialogo diretto e scaltro quello che Andrea Mucciolo articola nel
suo libro "Come diventare scrittori oggi": il Mucciolo si rivolge ad un esordiente che, come tale, si appresta ingenuo a cadere in tutte le trappole che il pericoloso mondo della pubblicazione potrà tendergli.
Argomento fondamentale è, infatti, l’editoria, una realtà con cui ogni esordiente deve avere a che fare per ottenere l’ambita pubblicazione, la quale – come si potrà leggere nel libro – non è che l’inizio di una lunga e dura salita. Il mondo dell’editoria viene scomposto e analizzato dall’autore in ogni sua piega, in tutte le sue figure, nei loro compiti e nelle loro aspettative; i contratti sono riportati e commentati articolo per articolo, con tanto di esempi di possibili clausole disoneste.
Per quanto riguarda più propriamente la scrittura, il Mucciolo dedica alcune pagine a consigli per l’organizzazione del materiale, utili a superare i principali problemi di coerenza che l’esordiente si trova ad affrontare: epicentro di questo discorso sono le domande che uno scrittore deve porsi sui propri personaggi, perché possano essere sensati, complessi e coerenti.
La voce del Mucciolo è disillusa e spesso severa: diventare uno scrittore – ossia qualcuno che vive del proprio lavoro di scrittura – non è cosa facile e richiede costanza e serietà, senza mai dimenticare l’umiltà.
L’andatura lineare del libro prevede una divisione in capitoli, introdotti da una citazione, e una suddivisione di questi in paragrafi. Il linguaggio, come si sarà inteso, è diretto e forte, mai ingarbugliato in tecnicismi o termini ampollosi. Certe volte spietato. Qualche volta troppo colloquiale.
È chiara l’idea del Mucciolo che per raggiungere una buona pubblicazione sia necessario o molto talento o molto denaro o molte amicizie. L’avversione per la stampa a pagamento dimentica però forse qualche grande precedente, come il Manzoni. Avversione ad ogni modo pienamente condivisibile in un oggi dove l’editoria a pagamento non si pone più scrupoli.
Che il vento soffi ancora
Enrico Santus
(direttore rivista Aeolo)
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aeolo.red@gmail.com
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